06.23.09

Minzolini dixit

Pubblicato su Giustizia, Politica, Televisione tagged , , , , , , , a 10:21 am di buttareilrusco

Ecco a voi il direttore del maggiore telegiornale nazionale:

Commentato da Sofri:

Non ha mai parlato nel suo Tg dell’inchiesta barese sullo scandalo dei festini del Premier.

Ecco cosa dice sull’inchiesta di Bari:

Minzolini sarebbe un giornalista. Dovrebbe fare informazione. Non dare giudizi o opinioni personali.

Tra l’altro, sul proprio padrone.

Cito un commento di un utente di YouTube riguardo il primo video:

Minzolini è la vera p*****a dell’inchiesta pugliese

06.22.09

Il voto

Pubblicato su Politica tagged , , , a 11:11 am di buttareilrusco

Tra poco andrò a votare.

Il referendum.

Il ballottaggio.

Cito me stesso in un commento di ieri sul blog Parole Meccaniche:

Votare vuol dire riconoscere che si fa parte della stessa comunità.
Un conto è uscire definitivamente dal sistema (es.: vagabondo, santone…), un conto è fare parte del sistema e non votare.
Ma se il sistema ti fa schifo la risposta è farti il mazzo per cambiarlo, non dargliela sù e lasciare che altri lo plasmino.
Il voto è un dovere, un dovere fondamentale nella vita sociale.

Ricordate: un voto non dato è un’offerta su un piatto d’argento per chiunque voglia fottervi.

06.21.09

Film in streaming senza limiti con Illimitux

Pubblicato su Web tagged , , , , , , , a 7:33 pm di buttareilrusco

In effetti sì, gli scarsi visitatori di questo blog si saranno accorti che è apparso un post su qualcosa che non fosse moralistico, politico, etico, ambientalista ecc…

Perchè non ripetere l’esperimento? ;-)

Nel post menzionato parlavo di come scaricare musica da YouTube invece che tramite programmi di peer to peer…questa volta rimango sempre sulla linea dei sistemi alternativi al p2p per guardare film in streaming direttamente online.

Come ormai molti sapranno esistono vari forum che raccolgono sflize di collegamenti a film/video hostati su famosi siti come Megavideo, Veoh eccetera.

Questi forum (cercate su Google “film in streaming”) sono nati in quanto, per ovvi motivi legati al Copyright non è praticamente possibile reperire questi film cercando direttamente sui siti che li hospitano.

Da quando il fenomeno del “cinema in streaming” ha iniziato a diffondersi, i portali che ospitano hanno iniziato a tutelarsi applicando dei limiti alla visione dei loro filmati: su Veoh sono 5 minuti di visione, per Megavideo si parla di un limite di 72 minuti di visione, al termine dei quali bisogna attendere ben 54 minuti prima di poter riprendere a vedere il film.

La soluzione, per Veoh, è semplice: si scarica il Veoh Web Player e si possono vedere integralmente i filmati contenuti sui suoi server.

Per Megavideo invece la questione è più complicata.

Qualche tempo fa è saltata fuori la soluzione di ricorrere a script che convertivano i link al filmato su Megavideo in un link verso Megaupload, i cui immani server contengono gli stessi filmati visibili su Megavideo.

Solo che a quanto pare molti filmati stanno scomparendo da Megaupload.

Ecco la mia soluzione, anche questa volta tramite un add-on per Firefox.

Si tratta di Illimitux, una meravigliosa cosuccia che vi permetterà di vedere subito e senza limiti i filmati di Veoh, Megavideo eccetera.

Come fare?

Semplice: scaricate e installate l’add-on Illimitux. Si tratta di un add-on sperimentale, ma non preoccupatevi, funziona perfettamente (per quanto ho avuto modo di provare).

Una volta riavviato come al solito il browser, noterete che nella barra inferiore del browser è apparsa una piccola tv grigia. Quello è il pulsante di Illimitux.

Trovate un video su Megavideo, per esempio: caricatelo e, una volta aperto il player, cliccate sulla tv di Illimitux e, nel menu dell’add-on, cliccate su “Rimuovi limite Megavideo”. (Tale menu appare anche automaticamente dopo qualche secondo, comunque).

Fatto questo, sarete reindirizzati a una pagina web (di Illimitux) in cui sarà presente un player flash con il filmato desiderato.

Nient’altro.

Tutto qui. Niente limiti, niente scocciature. Una procedura di circa 10 secondi.

Un’add-on e una marea di film tutti per voi.

Grazie Illimitux :-D

Papi Chulo

Pubblicato su Politica tagged , , , a 2:53 pm di buttareilrusco

Pubblico l’intervista integrale tratta dal sito di Repubblica, fatta da Paolo Berizzi e Gabriella De Matteis a Barbara Montereale, una delle ospiti del Premier a Palazzo Grazioli.

Barbara Montereale ha 23 anni. È di Modugno. È una bellissima madre single di una bimba di un anno e tre mesi. Sull’avambraccio sinistro ha tatuato: “Sbagliare e soffrire”. Ha vissuto per un periodo a Milano con un uomo che, all’epoca era bodyguard di Domenico Dolce.

“Lavoro come modella in un atelier per abiti da sposa”, dice Barbara. Ha partecipato a “Uomini e donne” e – aggiunge – ha fatto altre comparsate in tv. “Quando ci riesco faccio la ragazza immagine. Per esempio sono stata Billionerina per tre anni. Ricordo che Fede mi promise di fare la Meteorina. Ci tengo però a dire che non sono una escort”.

È Barbara “l’amica modella” con cui Patrizia, nel novembre del 2008, entra a Palazzo Grazioli. È lei la ragazza che “riscontra” con la Guardia di Finanza il suo racconto. È lei che, reclutata da Gianpaolo Tarantini, incontrerà il Presidente una seconda volta, nel gennaio di quest’anno, a Villa Certosa. È lei che, ora, svela “il metodo” del Presidente.

Andiamo con ordine. Ricorda come, quando e chi la introdusse a Palazzo Grazioli?

“Il giorno esatto non lo ricordo. Inizi di novembre del 2008, direi. La mia amica Patrizia mi chiese se mi andava di accompagnarla a una festa a Roma. E io accettai”.

Come arrivaste a Roma?
“Non lo ricordo”.

In aereo?
“Probabile, ma davvero non ricordo anche perché viaggio molto per lavoro”.

Lei pagò per il viaggio?
“No”.

Chi pagò?
“Seppi dopo che pagava Gianpaolo Tarantini”.

Patrizia le disse che era una festa a casa del
Presidente del Consiglio?

“Sì. E, dopo, ricollegai una cosa accaduta, sempre a Roma, una settimana prima di quel viaggio. Ero con Patrizia all’inaugurazione di un negozio Versace. Un tipo che Patrizia mi disse essere uno degli autisti di Berlusconi le disse: “Carina la tua amica. Portala alla prossima festa”".

Torniamo a novembre 2008. Patrizia le fece il nome di Gianpaolo Tarantini prima di partire?
“No. Conobbi questo Gianpaolo solo quando arrivammo a Roma. Lo incontrammo all’hotel De Russie. Mentre noi eravamo alloggiate all’hotel Valadier”.

Tarantini era da solo?

“No. Con il suo autista”.

Ricorda il nome dell’autista?
“Dino”.

Eravate solo lei, Patrizia e Tarantini?
“C’era anche un’altra ragazza di Bari, che non conosco”.

Il nome?
“Non lo ricordo”.

Che vi disse Tarantini?
“Ci disse che saremmo andati a casa del Presidente del Consiglio”.

Concordaste un compenso?
“No. Non dissi nulla a Gianpaolo perché mi aveva portato Patrizia”.

Come andò la cena?
“Mangiammo e scherzammo con il Presidente. Ebbi un’impressione straordinaria. Il Presidente è una persona bellissima e disponibilissima. Mi regalò degli anelli e delle collane che, disse, disegnava lui. Mi diede anche il cd di quel cantante napoletano, come si chiama…?”.

Apicella?
“Apicella”.

Eravate solo voi ragazze e il Presidente?
“No. C’era anche Gianpaolo”.

Che rapporti hanno Tarantini e Berlusconi?
“Gianpaolo dà del lei al Presidente. Il Presidente gli dà del tu. Noi, comunque, avevamo capito che Gianpaolo lavorava per Berlusconi”.

Finita la cena, cosa accadde?
“L’accordo era che io, Gianpaolo e l’altra ragazza lasciassimo sola Patrizia con il Presidente e così facemmo”.

Perché Patrizia rimase?
“Per lavorare”.

Lavorare?
“Sapevano tutti a quella cena che lei era una escort”.

Anche il Presidente?
“Presumo proprio di si”.

Dunque, ve ne andate e dove?
“Io e Giampaolo veniamo riaccompagnati nei nostri alberghi. E la mattina dopo, alle 8, rientrò anche Patrizia nella stanza che condividevamo”.

Le disse qualcosa?
“Mi raccontò di aver avuto un rapporto sessuale con il Presidente. E aggiunse di non essere stata pagata. Aggiunse anche però che non le interessavano tanto i soldi quanto che lui le desse una mano con una questione che riguardava la costruzione di un residence”.

Lei venne pagata per quella cena?
“No”.

Sentì di nuovo Tarantini?
“Sì. A fine novembre 2008. Ero con Patrizia a Dubai, in vacanza. Mi chiama Gianpaolo al telefono e dice che il Presidente mi vuole incontrare di nuovo. Io mi lamento che la prima volta non ho neppure avuto il gettone di presenza. Lui risponde che questa volta è tutto a posto. Che avrei avuto i soldi e mi avrebbe pagato i biglietti aerei. A quel punto, Patrizia si arrabbia. Prende il telefono e grida a Tarantini: “Ma come, te l’ho portata io e adesso tu vuoi lei e non me?”".

E come finì?

“Non se ne fece niente”.

Rivide il Presidente del Consiglio?
“Si. A Villa Certosa”.

Quando?
“Metà gennaio di quest’anno. Fu sempre Tarantini a chiamarmi. Questa volta mi diede mille euro di gettone e andai”.

Come ci andò?
“Una macchina con autista, sempre Dino, da Bari a Ciampino. E qui in aereo”.

Che aereo?
“Un aereo privato. Piccolo”.

Ricorda insegne dell’Aeronautica militare?
“No”.

Chi la accolse a Villa Certosa?
“Licia Ronzulli. È lei che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte. E smista nelle varie stanze”.

Chi c’era nella villa?
“Una ventina di ospiti. Molte ragazze e qualche uomo.
Oltre a Berlusconi e Tarantini, ricordo Susanna Petrone, quella che sta con Marco Borriello, il calciatore. E ricordo anche Carolina, quella del Grande Fratello che poi doveva fare una fiction”.

Che si faceva nella villa?
“Balli, canti. Coreografie tra ragazze brune e bionde. C’era anche Apicella che cantava”.

Incontrò Berlusconi?
“Sì, dopo che aveva finito di fare un massaggio mi portò insieme ad altre ragazze con la macchinina a visitare il parco. Giocammo con il cane che gli ha regalato Bush”.

Lei come si rivolgeva a Berlusconi?
“Io lo chiamavo Silvio. Tutte le altre lo chiamavano Papi”.

Tutte?
“Tutte. Io non avevo confidenza e mi limitavo a Silvio”.

C’erano minorenni nella villa?
“Non saprei. Eravamo tutte molto giovani”.

Vi parlaste?
“Fu molto dolce. Come un padre. Gli raccontai che avevo perso i genitori. Che la mia bimba non stava bene. Che non ce la facevo a tirare avanti da sola. Lui mi diede un bacio sulla fronte e prima che partissi mi consegnò una busta”.

Cosa c’era dentro?
“Una cifra molto generosa in contanti. Fu un gesto bellissimo. E io, lo giuro su mia figlia, con lui non ebbi nessun rapporto sessuale. Posso solo dire che Tarantini diceva a noi tutte che per chi andava con il Presidente c’era la busta con cifra a piacimento. Io, lo ripeto, ho avuto la busta ma senza fare nulla perché non sono una escort”.

Fu invitata di nuovo?
“Si. Un’altra volta, alla fine di febbraio, sempre a Villa Certosa, ma la cosa saltò perché morì la sorella del Presidente”.

Anche quella visita doveva essere a gettone?

“Sì. Fosse stato per Tarantini mi avrebbe pagato ogni visita. Perché questo è l’accordo che aveva con me”.

Sapeva che Patrizia aveva deciso di raccontare la sua storia?
“Patrizia meditava vendetta da Natale scorso. Mi disse che avrebbe fatto lo scoop perché non era stata aiutata dal Presidente. Io non ero d’accordo. Perché quello che penso io è: “Meno male che Silvio c’è”. Scrivetelo, mi raccomando. Ci tengo. Difenderò Berlusconi fino alla morte”.

Lei è mai stata invitata a presentarsi alle elezioni con il centro-destra?
“Sì, alle ultime elezioni ero candidata alle comunali nella circoscrizione Madonnella a Bari con la lista “La Puglia prima di tutto”. Ho preso 91 voti”.

Chi le ha offerto la candidatura?
“Patrizia”.

Quello che lei ci ha appena riferito lo ha detto anche alla Finanza?
“La Finanza mi ha fatto meno domande di voi. Ma le cose che ho detto sono le stesse”.

MP3 da YouTube con Firefox: più semplice del p2p

Pubblicato su Web tagged , , , , , , a 2:03 pm di buttareilrusco

In questo periodo molti si saranno accorti che eMule, il più famoso programma di peer to peer, attraversa da tempo una fase declinante, causata dalla chiusura dei maggiori server della rete ed2k.

Rimasta ormai solo la rete Kad, il famoso programma del mulo non sembra più così consigliabile come qualche anno fa.

Posto ciò, in questo post non parlerò dei possibili sistemi di p2p alternativi a eMule (un consiglio su tutti: la rete BitTorrent), ma di un semplice e intuitivo sistema per scaricare musica direttamente dal web in pochissimi secondi sfruttando YouTube e un apposito add -on di Firefox.

In effetti, la quantità di video musicali su YouTube porta con sè anche una ingente quantità di musica, che aspetta solo di essere scaricata.

Ecco una velocissima guida per scaricare le vostri canzoni preferite “estraendole” dai filmati di Youtube, direttamente online.

Requisiti preliminari:

  1. una connessione internet :-)
  2. il browser web Firefox

Fase 1:

Aprite Firefox. Scaricate ed installate l’add-on YouTube to MP3, cliccando sul pulsantone verde “Add to Firefox”.

Una volta installato, riavviate il browser.

Fase 2:

Andate all’indirizzo http://www.youtube.com (indovinate di che sito si tratta? :-D )

Cercate normalmente un video, magari di cui vi interessi l’audio ;-) . Un video musicale è perfetto per lo scopo.

Una volta caricata la  pagina del video, guardando a destra, nell’elenco delle informazioni del video caricato, noterete che sono apparse due piccole scritte in grassetto, che recitano:

Convert & Download as MP3

Convert & Download as MP3 (HD)

Quelle due righettine sono proprio il succo dell’add-on che avete appena installato.

I due link sono equivalenti, con la differenza che il secondo scaricherà l’audio (se possibile) in HD (alta qualità).

Fase 3:

Cliccate sul link “Convert & Download as MP3″.

Fatto!

Ora verrete reindirizzati su una pagina del sito video2mp3.net che convertirà in mp3 l’audio del video (tempi molto brevi, 2-3 minuti generalmente, comunque dipende ovviamente dalla durata del video) e ve lo darà già pronto per essere scaricato :-)

Gli mp3 scaricati sono di decente qualità.

Contenti? :-)

06.19.09

Riversimple Urban Car: la prima auto open source a idrogeno

Pubblicato su ambiente, energia tagged , , , , , a 8:50 am di buttareilrusco

Lo scopo di Riversimple è di muovere le persone in maniera sostenibile

Questo è lo slogan che appare nella homepage della piccola società inglese “Riversimple”, che ha presentato il prototipo di una nuova utilitaria 2 posti a idrogeno (alla lontana simile a una Smart) con interessanti caratteristiche:

1) 400 km con un pieno (come la  mia Fiesta, per intenderci :-) )

2) Velocità massima: 80 km/h

3) 4 motori elettrici collegati ognuno ad una ruota

4) Emissioni nell’aria di anidride carbonica pari ad un quinto rispetto a una vettura normale.

5) Leggera (può essere un pro o un contro, tuttavia)

6) Il pagamento viene effettuato con un leasing di 20 anni composto da rate mensili di 200 sterline, in cui però è compreso anche il carburante.

Da notare che questa piccola società ha trovato un accordo con la Brin’s Oxygen Company, azienda inglese, che creerà punti di rifornimento nelle città dove sarà venduta la vettura.

La Riversimple ha investito 20 milioni di sterline per poter produrre i primi 10 prototipi, che saranno collocati, per ora, in piccole città inglesi, per poi, eventualmente, iniziare la produzione in larga scala.

Il discorso del pagamento in leasing può piacere o non piacere, ma l’acquisto della Riversimple Urban Car viene definito così da Sebastian Piech di Riversimple:

You are not buying a product but a personal transport service – Non state comprando un prodotto, ma un servizio di trasporto personale.

Quello che però mi ha colpito di più è che la produzione è stata accompagnata da una innovativa applicazione della mentalità Open Source al mondo automobilistico: infatti, il progetto di tutta l’automobile sarà disponibile per chiunque lo volesse studiare, migliorare, modificare, eccetera.

L’auto a idrogeno è un’idea vecchia ma mai pienamente realizzata, a parte i vari prototipi che di quando in quando appaiono, ma qui la novità sta proprio nella diversa mnetalità con cui la Urban Car è stata progettata: non il prototipo dell’auto del futuro che forse i vostri figli senza idrocarburi vedranno un giorno, ma un progetto a lungo termine di una piccola società intraprendente che ha fatto suoi i valori che hanno permesso a GNU/Linux eccetera di iniziare a essere competitivi nel mondo informatico, quasi monopolizzato dal closed source.

Il vero libero mercato è questo: creo qualcosa e la vendo. Tu prendi spunto e mi aiuti a migliorare il mio prodotto e ne vendo di più. Oppure ne crei uno migliore e lo vendi meglio. Allora io sono spinto a fare di più per tornare a batterti sulle vendite.

Quando appaiono le automobili con carburanti “non convenzionali” l’idea che in tutti si genera è che “tanto non possiamo farci niente, ormai c’è il petrolio e tanto le lobby ci impediranno di passare ai carburanti alternativi, o i costi saranno talmente elevati che solo i ricconi potranno permettersi le macchine a idrogeno”.

Ma essere liberi globalmente dal petrolio e dai petrolieri è possibile: se lo facciamo noi, dal basso, con società come la Riversimple.

Fonti:

http://www.riversimple.com

http://business.timesonline.co.uk

http://www.corriere.it

06.18.09

Gaetano Saya: mancano solo i leocorni

Pubblicato su Politica tagged , , , , , a 11:27 am di buttareilrusco

Mettetevi comodi perchè ci sono alcuni gustosi video da apprezzare.

Gaetano Saya è l’unico personaggio pubblico, ormai, di cui non esista una pagina apposita su Wikipedia.

Provando a raggiungere il probabile indirizzo, http://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Saya, si legge un messaggio preoccupante:

Attenzione: questa pagina è stata oscurata e bloccata a scopo cautelativo a seguito di minaccia di azioni legali contro i redattori della voce e/o Wikimedia. Verrà eventualmente ripristinata alla fine della vicenda che la riguarda.”

Gaetano Saya è un personaggio allucinante che ha fatto (di nuovo) la sua comparsa con una nuova iniziativa: la Guardia Nazionale Italiana.

E’ stato recentemente rimosso dal canale ufficiale di Youtube della GNI il seguente video, che vi consiglio di guardare. L’uomo che parla è, ovviamente, Saya:

Ovviamente questo individuo perde già ogni sorta di credibilità dopo circa 15 secondi, quando cioè ci si accorge che sulla sua tetta destra è appiccicata una bandiera italiana al contrario, ovvero con il rosso a destra. La bandiera italiana corretta è così:

UN GENIO!

Dice che è leader di un movimento apolitico, quando invece si vanta di aver ricostruito il Movimento Sociale Italiano e di essere rappresentante dell’estrema destra.

Dice che è un movimento aperto a chiunque, ma chiunque sia di sinistra è un comunista sovversivo.

Parla di legalità, di Guardia Nazionale, e dice al signor Gianfranco Fini che deve stare attento, in un modo che a me ricorda molto qualcuno che va da Don Vito Corleone a aTotò Riina.

O che mi ricorda molto la foto di Berlusconi che mitraglia Natalia Melikova.

Ecco cosa dice in merito il “mentore” di queste nuove camice nere-verdi (anche se sarebbe meglio quella di forza), Maroni:

Ci hanno detto che vogliamo le ronde. Ebbene sì, se è così: chiamiamole ronde…Noi siamo gente concreta, che bada alla sostanza non alle chiacchiere.

Ricordi di storia….

Se il fascismo è stata un’associazione a delinquere ebbene io ne sono il capo.

Chi deve trarre le conclusioni? Oltre all’indignamento, nessuno fa  nulla in questo Paese.

Altra citazione, questa volta da De Andrè:

…e lo Stato che fa? Si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità.

Il punto più preoccpupante è che ora lo Stato sono questi qui.

Evvai!

Appendice – La chicca finale:

E va bene, curiosoni: ECCOLA QUI!

Tramite il geniale archivio web http://www.archive.org, che tiene traccia di quasi qualsiasi pagina web del passato e del presente, in modo da averne memoria storica, ho ripescato la pagina di Wikipedia del 2006 su Saya:

”’Gaetano Saya”’ (nato a Messina nel 1956) è un Politico italiano.
Di estrema destra, arrestato in passato dalla Procura di Genova con l’accusa di aver operato la costituzione di una sorta di “polizia parallela”, denominata DSSA, ”Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo – Interforze di Polizia in funzione Antiterrorismo Islamico’‘. Ad oggi l’inchiesta sembra si sia arenata, anche per gli sviluppi avuti dall’”affaire” ABU OMAR SISMI&TELEKOM (vedi arresti Mancini, Tavaroli ecc.ecc.ndr). Gaetano Saya, sin dalle prime battute dell’inchiesta, controdenunciava la Procura di Genova nelle persone del Procuratore Capo Lalla, in concorso con il Procuratore Aggiunto Pellegrino, il GIP Fucigna, il GIP Daloiso, i PM Francesca Nanni, Nicola Piacente, il Questore di Genova, il Vice Questore Dirigente della DIGOS Giuseppe Gonan, il commissario Simona Truppo, più tutta la catena di comando che aveva operato nell’inchiesta, compresi l’ex Ministro degli Interni Pisanu. La controdenuncia riguardava i presunti reati di cospirazione, falso, calunnia, diffamazione, minacce e violenza ad un corpo politico ed altri vari reati, fra cui favoreggiamento al terrorismo islamico. Ad oggi, le due indagini non sono ancora giunte al rinvio a giudizio, né nei confronti di Saya, né dei soggetti titolari dell’indagine contro lo stesso. Gaetano Saya è stato inoltre rinviato a giudizio, nel novembre 2004, per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale attraverso il sito Destranazionale.org. Il fondatore del movimento ha provveduto a controdenunciare i titolari dell’inchiesta milanese, nonché le forze di polizia che l’avevano portata avanti, per falso, calunnia, diffamazione ed altri reati, fra cui violenza o minaccia ad un Corpo politico (articolo 338 c.p.). Ad oggi, il procedimento non ha portato a nessun rinvio a giudizio. Nel frattempo, il sito del movimento, è stato spostato su server statunitensi. Lo spostamento del dominio negli USA è stato ordinato dallo stesso Presidente Saya che, in merito, ha rilasciato la seguente dichiarazione: In Italia vige un regime, protetto da una casta di intoccabili, “la magistratura rossa”. Nel Dicembre del 2006, l’MSI di Saya ritorna con un nuovo simbolo.

Risultati elettorali: Vicino all’area del Neofascismo, è leader del movimento Destra Nazionale – Nuovo MSI, guidato insieme alla consorte Maria Antonietta Cannizzaro. Nelle ipotesi di accordo con la Casa delle Libertà per le elezioni politiche del 2006, il suo nome è stato considerato tra le candidature “impresentabili”. Silvio Berlusconi ha comunque sempre smentito la notizia di un accordo con il suo partito.

Come mai il nome di Berlusconi salta sempre fuori, ma lui non c’entra mai niente?

Dopotutto, Saya parla di “magistratura rossa”, nazionalismo, orgoglio italiano. Più o meno potrebbe essere un parente del Premier.

Bisognerebbe solo sapere se gli piace la musica di Apicella.

Cassazione e Michela Brambilla

Pubblicato su Giustizia, Politica tagged , , , , , a 10:42 am di buttareilrusco

(avrei inserito Gaetano Saya in questo post, ma gliene dedicherò uno apposito)

Ta-daa!

www.ansa.it:

“E’ vietato ai tifosi, specie durante i tafferugli con la polizia, salutare con il ’saluto fascista’ o ’saluto romano’ perché il gesto richiama una ideologia violenta e discriminatrice. Lo sottolinea la Cassazione che ha confermato la condanna (la cui entità non è nota) a un tifoso ultrà dell’Hellas-Verona. In particolare la Suprema Corte ha respinto il ricorso con il quale l’ultrà del Verona, Luca S.(30 anni), contestava la condanna inflittagli dalla Corte d’appello di Trieste il 6 maggio 2008.

I giudici di merito gli avevano contestato la violazione della legge ‘Mancino’, contro la violenza negli stadi, per avere “all’esterno dello stadio ‘Friuli’ di Udine, prima dell’incontro Udinese-Verona, compiuto manifestazioni esteriori (saluto romano) proprie delle organizzazioni o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Il tifoso, la domenica del 9 dicembre 2001, aveva partecipato agli scontri con la polizia ingaggiati dal suo gruppo di supporter che voleva entrare allo stadio senza avere il biglietto. Gli ultrà avevano marciato in corteo lanciando oggetti contro i poliziotti e facendo il saluto fascista. Senza successo, in Cassazione, Luca S. ha sostenuto la “natura scherzosa” di quel gesto.

Ma la tesi non è piaciuta alla Cassazione che ha confermato il verdetto di colpevolezza emesso in appello in quanto “il ’saluto romano’ costituisce una manifestazione esteriore che rimanda, per comune nozione storica, all’ideologia fascista, e quindi ad una ideologia politica sicuramente non portatrice dei valori paritari e di non violenza ma, al contrario, fortemente discriminante ed intollerante”. I supremi giudici aggiungono, infine, che quel tipo di saluto è memoria di un “regime totalitario che ha emanato, tra l’altro, leggi di discriminazione dei cittadini per motivi razziali”.”

-Nel frattempo, a Paperopoli…qualche giorno fa la ministra Brambilla – alla Festa dell’Arma dei Carabinieri – si esibiva così in un’accorata partecipazione del nostro inno nazionale:

Quella in rosa è la ministra Michela Brambilla, ministro per il Turismo ed ex modella di collant. (vedi “Manuale del giovane ministro: dall’acciaio alle calze è la via più breve”)

Festa dell’Arma = saluto romano del ministro.

Tifosi che marciano contro i poliziotti facendo il saluto romano.

O la ministra o i tifosi del Verona a quanto pare sono informati male.

06.16.09

Archiviato il caso degli aero-taxi di Stato. Ma…

Pubblicato su Politica tagged , , , , a 5:00 pm di buttareilrusco

…la fretta è micidiale e la preparazione verso gli esami è incalzante.

Ne approfitto, però, per segnalare un delirio.

Cito dal sito www.agi.it :

(AGI) – Roma, 16 giu. – Il reato di abuso d’ufficio, attribuito a Silvio Berlusconi in relazione alla vicenda sui voli di Stato, non sussiste perche’ sul punto “non vi e’ alcuna disposizione di legge o di regolamento ma solo direttive della presidenza del consiglio dei ministri che ne disciplinano l’utilizzo”. Questo e’ uno dei motivi che hanno spinto la procura di Roma a trasmettere gli atti sul premier al tribunale dei ministri con richiesta di archiviazione.

O io ho disimparato a comprendere la nostra lingua, o c’è scritto proprio così:

NON VI E’ ALCUNA DISPOSIZIONE DI LEGGE O DI REGOLAMENTO (sull’uso dei voli di Stato) MA SOLO DIRETTIVE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CHE NE DISCIPLINANO L’UTILIZZO.

Calma.

Respiro profondo.

Lo sapevate? L’uso dei voli di Stato è regolato dalla Presidenza del Consiglio.

La Presidenza del Consiglio equivale a…

…cioè lo stesso pregiudicato sotto accusa.

Sbaglio?

Perchè se non mi sto sbagliando, allora che cazzo ci si lamenta a fare se non esiste una regolamentazione concreta dell’uso dei velivoli statali se non “direttive”?

Visto che i giornali riportano dei recenti scandali sempre sull’uso di velivoli (e mezzi generici) istituzionali per fini personali (vedi Clemente Mastella, solo per dirne uno), perchè non viene ben sottolineato come non ci si sia preoccupati di regolamentare in maniera consequenziale l’utilizzo degli stessi?

Scena-tipo:

“Presto, ci serve sulla pista uno dei nostri velivoli per il trasporto urgente del Ministro della Difesa in zona critica, passo”

“Scusi signore, al momento non è possibile soddisfare la sua richiesta, passo”

“E perchè mai? Non sto scherzando ragazzo, la situazione internazionale è critica!”

“Eh..gli aerei sono tutti fuori ora. E il Boeing di cortesia è a fare il tagliando, è un po’ vecchiotto, dobbiamo metterci sopra lo stereo col subwoofer per Apicella e non sappiamo se tiene..passo”

“…”

“…signore?”

“…”

“…okay, adesso vedo a Fiumicino che aria tira. I last-minute in effetti convengono”

02.27.09

Libera Chiesa in liberto Stato

Pubblicato su Politica, Religione tagged , , , a 5:35 pm di buttareilrusco

Il nostro Stato non è libero. E’ un liberto con un patronus: la Chiesa.

Nella Roma antica, un liberto era uno schiavo affrancato, che generalmente continuava a vivere nella casa del patronus e aveva nei suoi confronti doveri di rispetto e obblighi di natura economica.

[...]

Il liberto poteva svolgere attività economiche indipendenti, ma il padrone poteva esigere sempre delle corvées sui suoi terreni o nella sua abitazione, oppure pretendere dei doni in occasione di festività.

L’Italia paga le tasse al posto della Chiesa.

Noi cittadini di uno Stato paghiamo più tasse perchè un altro Stato non le paga in virtù di privilegi particolari.

Noi paghiamo perchè Ruini, Ratzinger eccetera possano parlare più spesso.

Notizia Ansa del giorno: Barragàn: se Beppino Englaro ha ucciso è un omicida.

Così il Cardinal Barragàn, cardinale messicano e Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, ha affermato:

“Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice non uccidere. Chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato allora è un omicida; se non ha ammazzato Eluana allora non è un omicida…Io affermo il principio che nella legge di Dio il quinto comandamento dice di non uccidere”

Me ne frega una cippa del tuo comandamento: la legge italiana dice che non è legale uccidere.

Ma un tribunale, che segue la legge italiana, ha deciso che ciò che è stato fatto non era omicidio, non era nemmeno eutanasia.

Sembra che i dieci comandamenti valgano di più di una sentenza della Corte di Cassazione.

Solo che i dieci comandamenti sono intangibili e non esiste essere umano che li abbia rispettati tutti. La legge invece è concreta, tangibile, creata dagli uomini per gli uomini.

Anche i comandamenti a dire il vero. Solo che qualcuno crede che li abbia detti Dio.

In ogni caso il nostro Paese ha le sue leggi, i suoi comandamenti creati nell’”aldiqua”. Non possono valere le parole dei rappresentanti di un altro Stato.

E’ come se il portavoce del vicepresidente della Bolivia andasse al Tg1 a dire che in Italia i limiti di velocità in Autostrada sono troppo bassi. Nessuno lo cagherebbe. Nessuno lo intervisterebbe nemmeno.

Invece lo si fa con gli esponenti del clero.

Perchè?

Perchè l’Italia è e, probabilmente, sarà sempre il surrogato di facciata laica del Vaticano.

Pretendete di essere liberi, non liberti.

02.24.09

Sarkozy, Berlusconi e nucleare

Pubblicato su Politica, ambiente, energia tagged , , , , , a 4:32 pm di buttareilrusco

Il Premier Berlusconi oggi ha detto…

Dobbiamo svegliarci dal nostro sonno, adeguarci, perché il futuro è nell’energia rinnovabile e nel nucleare.”

Punto 1: Il nucleare non è energia rinnovabile.

Punto 2: Il nucleare è una forma di energia morta in quanto tutti i paesi che ne fanno uso, più o meno, hanno iniziato una politica di abbandono dell’energia nucleare.

Punto 3: cito Berlusconi:

Eravamo protagonisti del nucleare negli anni ‘70, poi per il fanatismo ideologico di una parte politica abbiamo interrotto la costruzione di due centrali che erano vicine ad essere completate per poi poterne usufruire

La sinistra può aver promosso il rifiuto al nucleare, ma la scelta è venuta dopo un REFERENDUM, non dopo un decreto legge truffaldino (chi vuol cogliere, colga…).

Punto 4: Non ha alcun senso economico puntare sul nucleare piuttosto che sul petrolio.

In tempo di crisi nera si punta su una forma di energia che non ha futuro?

Non è esatto dire che il bilancio energetico del nucleare sia in effetti totalmente positivo nella produzione di energia, perché il processo completo, dall’estrazione del combustibile sino alla fissione, può consumare più energia di quella prodotta. La centrale elettronucleare in questo caso produce complessivamente meno energia rispetto all’energia consumata per permettere le attività di estrazione mineraria, la purificazione chimica e l’arricchimento isotopico. Un paese che compra il combustibile fissile da un altro paese, in pratica, comprerebbe indirettamente l’energia che il primo paese ha utilizzato nell’estrazione e nel raffinamento di combustibile, usando probabilmente anche combustibili non rinnovabili come fonte di energia, fra cui anche il petrolio, dalla cui economicità dipenderebbe quindi quella del nucleare (il che è un paradosso, visto che l’aumento dei costi del petrolio è uno degli argomenti favoriti dai sostenitori del nucleare).

Nel 2005 il governo statunitense ha fissato a 300 milioni di dollari la cifra massima stipulabile per un’assicurazione in questo campo, mentre il rischio di un grave incidente nucleare sarebbe molto maggiore. Per questo motivo i governi devono sostenere le spese assicurative. Questa pratica è simile a quella per le banche, che sono anch’esse sostenute con garanzie pubbliche per risarcire i risparmiatori in caso di fallimento.

(fonte)

Geniale tutto ciò.

Mettere centrali in zone sismiche…altrettanto geniale.

Le fonti su cui puntare sono altre.

Chi vi dice che il nucleare è rinnovabile vi sta prendendo per il culo.

L’uranio sarà sempre più grezzo e alla fine finirà anche lui.

Smettetela di farvi prendere per il culo.

02.22.09

Il Festival non delude mai

Pubblicato su Televisione, musica tagged , , , a 10:32 pm di buttareilrusco

Sabato pomeriggio ho sentito J.Ax degli Articolo 31 a Radio 2 che diceva che per un momento aveva rivalutato il Festival di Sanremo; poi, cinque minuti dopo, si era ricreduto.

Ebbene, quando tutti pensavano che il Festival si fosse ringalluzzito dopo anni di anonimato, tornando in pompa magna a partire dal “Nessun Dorma” di Mina… dopo 5 serate, il vincitore della 59esima edizione del Festival della Canzone Italiana, è stato un tizio di nome Marco Carta, con una canzone di bellezza opinabile, in arrivo direttamente dalla scuola di Amici di Maria de Filippi.

Questo ragazzo che vince la più rinomata manifestazione canora nel nostro paese, è quell’eccelso artista che poco tempo fa, cantava in questo modo I don’t wanna miss a thing degli Aerosmith:

“…Don’t wanna close my eyes, I don’t wanna fall asleep ‘cos I’d miss you baby, and I don’t wanna miss a thing…’cause even when I dream of you, ’cause even when I dream of you, I still miss you babe”

Una versione semplificata del testo per questo sciagurato assassino seriale della lingua inglese (il testo originale diceva “the sweetest dream would never do, I’d still miss you babe“…) che, armato di una pronuncia allucinante, bofonchia qualcosa di incomprensibile al minuto 01:23, straziando orribilmente un bel pezzone degli ‘Smith…

Di fianco a questo tizio, anche Povia fa la sua porca figura…e dire che ci starebbe un post solo per la canzone di Povia.

Dal momento che un cantantucolo come questo vince Sanremo, per la stessa logica un’artista come la Patty Pravo cosa dovrebbe vincere? Un Grammy? Un Oscar?

Sanremo non delude mai.

A Sanremo vince un fighettino sfornato da Mediaset (Amici), presentato dalla icona di Canale5, Maria De Filippi, moglie di Costanzo (altro simbolo delle Reti del Cavaliere), alla sua prima apparizione in Rai. Questa derapata nella Tv pubblica di un simbolo delle tre televisioni private di proprietà del Presidente del Cosiglio, suonava già male a inizio trasmissione…Guardacaso Maria è la storica presentatrice della stessa trasmissione da cui è uscito Marco Carta. Guardacaso Maria debutta in Rai, quando parallelamente conduce “C’è Posta Per Te”, “Amici”, “Uomini e Donne” in Mediaset, la stessa sera in cui Carta vince.

Carta non potrebbe mai vincere di fianco a voci come Patty Pravo, Alexia, Fausto Leali, gli Afterhours…tutta gente con esperienza e talento.

Ma Carta ha una caratteristica importante: è sardo.

E quale evento recente è stato sbandierato da una precisa fazione politica? La vittoria in Sardegna del PdL con Ugo Cappellacci. Il figlio di Giuseppe Cappellacci, ex-commercialista di Berlusconi.

Cazzo, ha vinto uno di Amici…sarei curioso di consocere i prossimi dati di audience…

Ah, sapete da dove arrivava un’altra protagonista del Festival, Karima Ammar?

Esatto.

Amici.

Sanremo non delude mai.

02.20.09

Veltroni e Crozza: oggi è un giorno triste

Pubblicato su Politica tagged , , , a 11:08 am di buttareilrusco

02.18.09

Mills & Berlusconi – condanna di primo grado

Pubblicato su Giustizia, Politica tagged , , , , , a 11:31 am di buttareilrusco

Magari si arriverà alla ennesima prescrizione.

Magari riusciranno ad aggirare il normale iter giudiziario ancora una volta.

Magari non si arriverà alla sentenza di terzo grado per motivi di tempo.

Anzi, sicuramente.

Ma almeno la sentenza di condanna di primo grado a 4 anni e 6 mesi all’avvocato David Mills sarà storia.

In nome del popolo italiano, il tribunale, letti gli articoli 533, 535 del Codice di procedura penale, dichiara Mills Mc Kenzie Donald David colpevole del reato ascrittogli e lo condanna alla pena di anni quattro e mesi sei di reclusione, nonché al pagamento delle spese processuali.
Visto l’articolo 29 del codice penale, dichiara Mills Mc Kenzie Donald David interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni.
Visti gli articoli 538 e seguenti del codice di procedura penale, condanna Mills Mc Kenzie Donald David al risarcimento del danno in favore della parte civile costituita, danno che liquida in complessivi euro 250 mila, e alla rifusione alla stessa delle spese di costituzione dell’assistenza, che liquida in complessivi euro 25 mila.
Dispone la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica in sede, per quanto di eventuale competenza, in particolare in ordine alla deposizione resa da Benjamin Marrache. Motivazione entro 90 giorni.

Mezza Europa aspettava questa sentenza.

Una condanna scontata, data la prova schiacciante e quasi imbarazzante a favore dell’accusa.

In un paese civile non ci sarebbe stato nemmeno bisogno della condanna per vedere il Presidente del Consiglio rassegnare le dimissioni.

In un paese civile la forza politica facente capo all’imputato (indirettamente condannato, quindi, in questo caso) terrebbe il becco chiuso e ne chiederebbe le dimissioni, almeno per motivi d’immagine.

Il nostro paese è malato di cancro.

Silvio Berlusconi è, che piaccia o meno, un pluri imputato mai condannato. O è l’uomo più sfigato della terra, che finisce sempre sotto processo per fatti a lui estranei, o qualcosa non torna.

Ecco un estratto dei suoi processi, tratto dalla pagina riassuntiva di Wikipedia sui procedimenti penali a suo carico:

  • Caso All Iberian 2 – falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II)
  • Sme-Ariosto 2, falso in bilancio (assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II)
  • Consolidato Fininvest, falso in bilancio (prescrizione raggiunta in base alla nuova legge sul falso in bilancio)
  • traffico di droga
  • Stragi 1992-1993, concorso in strage
  • Concorso esterno in associazione mafiosa assieme a Marcello Dell’Utri, riciclaggio di denaro sporco

Leggetevi la pagina di Wikipedia e…stupite!

Questo personaggio è un criminale.

Non lo dico io.

Lo dicono i fatti.

Riepilogo: Berlusconi paga seicentomila dollari all’avvocato David Mills, consulente della Fininvest (-> Berlusconi) per la finanza estera inglese, comprando la sua testimonianza nei processi a carico del Cavaliere per corruzione alla Guardia di Finanza e sui fondi neri del comparto off-shore della Fininvest, la All Iberian. David Mills durante il processo, sotto giuramento ovviamente, non dice il falso. Semplicemente non dice quasi nulla. Dice una briciola di quello che sa. Perchè? Per non inguaiare il padrone, imputato.

Normalmente questo sarebbe stato il complotto comunista di una magistratura bolscevica.

Ma questa volta le cose sono diverse.

David Mills infatti non dichiara al fisco i $600000, ma manda una lettera al proprio commercialista, Bob Drennan, in cui dice:

“Il modo in cui avevo reso la mia testimonianza – non ho mentito ma ho superato curve pericolose - tenne Mr. B. fuori dai guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo“.

Se cè un corrotto, cè il corruttore

Mr. B è ovviamente sappiamo chi è.

Cosa fa Bob Drennan allora? Riceve questa lettera, la legge e denuncia il proprio cliente all’antifrode fiscale inglese.

Se c’è un corrotto, c’è il corruttore

“Mr. B” si rende conto che, questa volta, potrebbero essere cazzi amari: per la prima volta nella sua storia c’è una dichiarazione firmata della sua colpevolezza. Come dice Travaglio, questa volta “carta canta”.

Questa non è una lettera per depistare.

E’ la lettera che il destinatario della mazzetta del Capo del Governo italiano ha scritto al proprio commercialista per sapere come agire in quanto evasore fiscale.

Questa è una prova che definire schiacciante è poco: è una confessione di colpevolezza.

Interrogato, infatti, Mills fu costretto a confessare che aveva scritto lui quella lettera.

Inizia il processo, Berlusconi e Mills sono coimputati.

Cosa escogita il nostro premier per farcela anche questa volta?

L’immunità per le più alte cariche di stato (comprendendo sè stesso, quindi) con il Lodo-Vergogna Alfano.

Un lodo incostituzionale. Palesemente incostituzionale, perchè l’articolo 3 della nostra costituzione dice:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Però il lodo Alfano è attualmente in funzione, in attesa di essere valutato come potenzialmente incostituzionale.

Di Pietro ha depositato un milione di firme per un referendum per abrogare questo scempio scandaloso.

Cosa è successo, quindi?

E’ successo che Mills è stato processato e condannato per aver ricevuto una tangente.

E Silvio Berlusconi, coimputato di Mills, non è stato processato vista l’immunità di cui attualmente gode.

Ma se Mills è stato condannato vuol dire che la lettera a Bob Drennan ha avuto riscontro.

E se ha avuto riscontro e Mills ha ricevuto quella tangente ed è stato condannato vuol dire che qualcuno gli ha pagato quella tangente. E lui stesso scrive di un Mr. B. Chi era l’imputato primario nei processi per i quali sarebbe stato accusato di corruzione Mills? Comincia con la “B” e finisce con “erlusconi“.

Berlusconi.

Eppure c’è chi osa commentare questa sentenza.

Giuseppe Consolo, deputato PdL, ieri in parlamento ha detto:

“Qui svolgiamo attivita’ parlamentare. Grazie a questa attivita’ ricordiamo la nostra straordinaria vittoria di ieri in Sardegna con dieci punti di scarto sul governatore della sinistra uscente. Noi cosi’ facciamo politica, non con le sentenze di primo grado”

Fanno politica così da troppo tempo. Fanno i loro porci comodi con la giustizia senza informare i loro elettori delle loro condanne, dei loro processi, della loro fedina penale.

Matteo Brigandì della Lega Nord, ha detto:

”negli altri Paesi il lodo Alfano non serve perche’ c’e’ l’immunita’ parlamentare, che impedisce a giudici prezzolati che emettano sentenze contro i loro avversari politici diretti”

Giudici prezzolati da chi? Dalla sinistra? Ma qui c’è una lettera firmata!

Siamo all’assurdo più totale.

Il nonsense politico e sociale.

Per citare un commento su YouTube: “dov’è l’opinione pubblica indignata?”

Ormai il nostro regime funziona alla perfezione.

E…dov’è l’opposizione di sinistra? Dov’è il Partito Del cacchioemocratico?

Mills è stato condannato in primo grado.

Non si arriverà al terzo e la sentenza sarà impugnata dalla difesa.

Anche questa passerà liscia.

Con la riforma della giustizia non potremo sapere chi ha istituito un processo, non potremo sapere chi ha commesso un reato se conosciamo il reato; non potremo sapere il reato se sapremo il nome dell’accusato.

Ricordatevi di questo processo e di tutti gli altri del Cavaliere, perchè tra un po’ calerà una cortina di fumo tra i cittadini e le macchinazioni del Capo del Governo.

Il diritto a sapere cosa combina chi ci governa ci sta salutando con la manina.

Quando avremo giustizia?

La Procura di Firenze ha indagato per molti anni sui mandanti a volto coperto delle stragi del 1992-93 in cui morirono Gianni Falcone e Paolo Borsellino per mano della mafia.

La Procura di Firenze iscrisse nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, considerati mandanti delle suddette stragi. Il Pm di Firenze chiese l’archiviazione del procedimento al termine delle indagini preliminari, accolta dal GIP territoriale benché “le indagini svolte abbiano consentito l’acquisizione di risultati significativi” e “l’ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità.

A Caltanissetta Berlusconi e Dell’Utri furono iscritti nel registro degli indagati come mandanti delle stragi. Le indagini sono partite dalle dichiarazioni di Salvatore Cancemi, i verbali relativi ai rapporti con Vittorio Mangano, le dichiarazioni successive di Tullio Cannella e Gioacchino La Barbera, le dichiarazioni di Gioacchino Pennino e Angelo Siino e gli esiti delle indagini della Dia e del Gruppo Falcone e Borsellino.

Il 3 maggio 2002 il fascicolo viene archiviato, su richiesta dello stesso PM, magli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra gli uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati“.

(fonte)

“L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.”

Paolo Borsellino (1939 – 1992)

02.13.09

10 e lode

Pubblicato su scuola tagged , , a 9:05 am di buttareilrusco


Che sfiga.

Dopo l’atto di coscienza degli insegnanti delle Longhena, che avevano dato 10 in tutte le materie ai bimbi della scuola per protestare contro il passaggio ai voti in decimi al posto dei giudizi previsto dalla insensata riforma Gelmini, Vincenzo Aiello, il dirigente dell’ufficio scolastico bolognese, ha annullato le pagelle degli alunni con una rapidità fulminante.

Riepilogo veloce: gli insegnanti delle Longhena decidono che è antieducativo valutare dei bambini di scuola elementare con voti in decimi in quanto

“I bambini non vanno classificati, valutarli così significa solo danneggiarli”

e lo fanno presente alla presidenza, la quale risponde che la legge va rispettata o verranno presi provvedimenti disciplinari.

Risposta dei docenti: 10 politico. Motivazione?

«L´alunno possiede conoscenze e competenze esaurienti in relazione alle proprie capacità. Obiettivi raggiunti in modo personale»

Parte il casino.

La Gelmini definisce “sessantottini” questi maestri che, a detta sua, fanno politica a scuola, strumentalizzando i bambini:

”E’ l’ennesimo caso di chi fa politica a scuola, un vizio che abbiamo ereditato dal ‘68. In classe non si fa politica”.

Nel ‘68 il voto politico era il 6, oggi il 10. Sarà colpa dell’inflazione.

Non scherziamo per favore.

Come si può anche solo pretendere che un bambino riesca a uscire pedagogicamente migliorato passando per i voti?

Cioè…6, 4, 3, 8, 7 e ½, 6 – -, 9+…facciamo fatica a raccapezzarci noi delle superiori con le decine di sfumature possibili, figuriamoci un bimbo di 6 anni.

Perchè è questo il punto: tra i 6 e i 10 anni un bambino inizia a contare. Io non ricordo esattamente il mio programma di 1^ elementare, però ricordo i regoli, le tante lezioni sull’addizione e la sottrazione. Ricordo il panico della lezione sulle “Frazioni”…

E il voto in decimi sarebbe pedagogia?!?

Questa è gerarchia.

Insegnare ai bambini fin da piccoli che la vita è fatta a scale, che c’è una gerarchia, che non è vero un cazzo che siamo tutti uguali. Perchè è questo che un bambino può capire da una pagella di numeri. Semplici numeri.

Il contatto umano svanisce.

Come può un bambino capire la differenza tra un 3 e un 4? Dov’è il confine?

Competitività infantile. Invece di passi avanti, si fanno passi indietro.

Bambini, il vostro risultato non è “ottimo” o “sufficiente”, è n. Quantificare.

Tu sei un 9, io sono un 7. Tutti con i nostri grembiulini. Il grembiulino del 7, il grembiulino del 9.

Piccoli, numerosi, disciplinati e numerati. (I bambini rom invece li numeriamo col codice a barre.)

Mi fa venire in mente l’ipnopedia di Brave New World. Alfa, Beta, Gamma, Delta, Epsilon.

Un numero è un’etichetta.

Questi maestri non fanno politica. Faranno politica in piazza. In classe fanno lezione.

C’è una politica più sottile di certi insegnanti, quelli che dicono che in Vietnam gli aerei americani usavano il napalm per disboscare (esperienza personale).

Il 10 politico non danneggia gli studenti delle Longhena…quanti bocciati ci saranno stati alle elementari negli ultimi 20 anni per demerito didattico? Su due piedi direi pochissimi.

Il 10 politico è un sonoro calcio nel sedere alla Gelmini, alla presidenza della scuola, a Casini (leggetevi le sue dichiarazioni) e a tutti gli altri.

Il 10 politico è un messaggio a tutta la classe docente italiana che non accetta questa riforma, creata da “forze oscure” e presentata da un avvocato senza cognizione di cosa sia la didattica.

“Mamma mamma! Mi hanno dato la pagella! Tutti 10!”

“Accidenti, sei stato bravissimo!”

“Mamma mamma! La mia pagella è sparita! La tv dice che non sono stato poi così bravo…”

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